Il mio Percorso di Sblocco Universitario - Metodo R.I.S.E.

Come riuscire a sbloccarti davvero nello studio, in modo da sentirti di nuovo all’altezza del tuo percorso. Con il metodo R.I.S.E tornerai a sentirti finalmente capace e in controllo, anche senza dover ricorrere a inutili sforzi disumani.

Se sei qui, probabilmente conosci già quella sensazione: apri il libro, fissi la pagina, e qualcosa dentro di te si spegne. Non è pigrizia. Non è stupidità. È blocco — e si può sciogliere.

Il Metodo R.I.S.E. è il percorso che ho costruito per accompagnarti fuori da questo momento di stallo, in modo concreto, passo dopo passo, senza sforzi disumani e senza giudicarti.

Perché un percorso dedicato al blocco universitario?

Il "blocco universitario" non è un'idea astratta: è uno stato in cui il corpo, le emozioni e la mente hanno smesso di parlarsi. Non si risolve con un piano di studio più rigido o con qualche tecnica di concentrazione trovata su YouTube.

Richiede ascolto. Lavoro sul corpo. Piccoli passi reali.

In una serie di incontri, questo percorso ti aiuterà a riprendere il tuo cammino universitario con più consapevolezza, più fiducia e — finalmente — senza quella morsa al petto ogni volta che ti avvicini alla scrivania.

Questo percorso è pensato per te se….

Hai tra i 18 e i 26 anni e stai vivendo un momento in cui lo studio sembra bloccato su tutti i fronti — e non riesci nemmeno a spiegarti bene perché.

Magari ti ritrovi a pulire casa, a scorrere i social, a fare qualsiasi cosa pur di non aprire quel libro. Magari vorresti dare quell'ultimo esame o finire la tesi, ma appena ti siedi alla scrivania qualcosa ti congela. Forse l'ansia è diventata fisica — tachicardia, respiro corto, un senso di oppressione che arriva ancora prima che inizi a studiare.

O forse hai semplicemente smesso di credere di essere all'altezza. Ti senti "indietro" rispetto agli altri, intrappolato in un confronto costante che ti svuota invece di motivarti.

Hai già provato a "impegnarti di più". Hai già fatto promesse a te stesso. Ma hai capito che il problema non è la volontà: è che il tuo sistema nervoso ha spento la luce, e da lì non si riparte a forza di determinazione.

Se ti riconosci in tutto questo — o anche solo in una parte — sei nel posto giusto.

Come è strutturato il percorso

  • 10 incontri individuali (o in piccolo gruppo), costruiti in una sequenza precisa che segue la logica del cambiamento: prima capisci cosa ti blocca, poi lo desensibilizzi, poi costruisci qualcosa di nuovo.

  • Valutazione iniziale Il percorso parte da un inquadramento clinico: insieme analizziamo il tuo livello di blocco, la tua risposta allo stress e i meccanismi che si attivano quando ti avvicini allo studio. Niente ipotesi generiche — si parte da te.

  • Protocollo EMDR Sessioni mirate per desensibilizzare i blocchi emotivi sedimentati: esami falliti, umiliazioni accademiche, paure che si sono cristallizzate nel tempo. L'EMDR non richiede di rivivere il passato in modo doloroso — lavora in modo preciso, sul sistema nervoso.

  • Lavoro somatico Tecniche concrete di auto-regolazione per riportare il corpo a uno stato di calma funzionale — da usare prima di studiare, prima di un esame, ogni volta che senti l'ansia salire.

  • Materiale di supporto Tra un incontro e l'altro non sei solo: ricevi esercizi pratici, schede di lavoro e le registrazioni audio delle meditazioni guidate, da usare quando ne hai bisogno.

Tutto il materiale utilizzato durante gli incontri — dispense, schede, meditazioni — resta tuo, per continuare a lavorarci anche dopo la fine del percorso.

Il Metodo R.I.S.E.:

quattro fasi, una direzione

Il percorso non è lineare per caso. Ogni fase costruisce quella successiva, seguendo la logica del sistema nervoso — non quella del calendario accademico.

R.I.S.E. non è un acronimo decorativo.

È una sequenza. E ogni lettera ha uno scopo preciso.

R — Reset

Prima di tutto, si abbassa il volume. Questa fase lavora sulla stabilizzazione: ridurre l'ansia acuta, riportare il corpo a uno stato in cui sia possibile pensare e, soprattutto, sentirsi al sicuro. Senza questo passaggio, tutto il resto scivola via.

I — Identifica

Una volta stabilizzati, si guarda dentro. Con l'EMDR individuiamo i trigger — i meccanismi che scattano appena ti avvicini a un libro o a una data d'esame — e i traumi da prestazione che spesso si nascondono dietro la procrastinazione. Capire cosa ti blocca davvero è già metà del lavoro.

S — Sblocca

Qui avviene il cambiamento più profondo: l'elaborazione dei ricordi ostacolanti e la riattivazione delle risorse cognitive che il blocco aveva messo in standby. Non si cancella niente — si reintegra, in modo che il passato smetta di comandare il presente.

E — Evolvi

L'ultima fase consolida il percorso: si costruisce un metodo di studio nuovo, basato sulla sicurezza neurofisiologica invece che sulla forza di volontà. Qualcosa che regge anche nei momenti difficili, perché è costruito su basi solide.

  • Cosa non è questo percorso

    Il Metodo R.I.S.E. non è motivazione spicciola, non è qualcuno che ti dice cosa fare ad alta voce, non è una bacchetta magica.

    È un lavoro clinico, che richiede la tua presenza e la disponibilità a guardare onestamente come funzioni dentro.

    Se cerchi scorciatoie, questo non fa per te. Se sei pronto a capire davvero cosa ti blocca, possiamo lavorarci insieme.

  • Cosa otterrai, concretamente

    Al termine del percorso saprai riprendere in mano le cose anche quando tutto sembra fermo. Avrai strumenti reali per gestire l'ansia da esame e la procrastinazione, imparerai a riconoscere i segnali del corpo prima che l'ansia esploda, costruirai una routine di studio sostenibile — non perfetta, sostenibile — e, soprattutto, ritroverai fiducia nelle tue capacità.

    Non quella fiducia fragile che dipende dai risultati, ma quella più solida che viene dal conoscerti meglio.

  • Durata del Percorso

    Il percorso ha una durata di 10 incontri, che potranno essere effettuati in presenza o on line.

    Durante il percorso avrai del materiale di supporto: schede pratiche, esercizi guidati, strumenti per gestire i momenti difficili.

Inizia adesso

Il tuo percorso universitario non è finito.

Si è fermato.

E le cose ferme si rimettono in moto.

Non aspettare il momento giusto.

Il momento giusto è difficilmente quello in cui ci si sente pronti: di solito è quello in cui si è stanchi abbastanza da voler cambiare qualcosa.

Prenota un primo colloquio gratuito — senza impegno, senza giudizi. Parliamo di dove sei adesso e di dove potresti arrivare.

Oppure scrivimi direttamente a [email protected] — ti rispondo entro 24 ore.

Caterina Borruso

Aiuto studenti a sbloccare l’ansia da prestazione e la procrastinazione cronica con il mio Metodo R.I.S.E., un protocollo integrato che lavora sia sulla mente che sul corpo per riattivare le tue risorse interne,

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cervello in fiamme

Perché la forza di volontà non basta: il modello del Cervello Tripartito

April 25, 20262 min read

​Molti studenti vivono il blocco universitario come una colpa. La narrazione comune suggerisce che basti "impegnarsi di più" o avere più disciplina. Tuttavia, la neurofisiologia ci racconta una realtà diversa: quando la mente è offline, non è un problema di volontà, ma di gerarchia cerebrale.

​Per capire perché ci blocchiamo, possiamo utilizzare il modello del Cervello Trifasico (o Cervello Tripartito). Sebbene sia una semplificazione della complessità neurale, questo modello è fondamentale per comprendere come il nostro sistema nervoso gestisce lo stress e l'apprendimento.Eccolo, in sintesi:

​1. Il Cervello Rettiliano: La sopravvivenza istintiva

​È la parte più antica del nostro cervello, situata nel tronco encefalico. Gestisce le funzioni vitali e le risposte di sopravvivenza immediata. Quando percepiamo una minaccia (come la paura di fallire un esame o il giudizio altrui), il cervello rettiliano può attivare una risposta di "freeze" (congelamento). In questo stato, il corpo entra in una sorta di stallo protettivo: è qui che nasce la sensazione fisica di non riuscire ad aprire i libri, nonostante l'intenzione logica di farlo.

​2. Il Sistema Limbico: Il centro emotivo

​Questa parte del cervello valuta se l'ambiente circostante è sicuro o pericoloso. L'amigdala, in particolare, agisce come una sentinella. Se il sistema limbico registra un trauma passato (un esame andato male, un’umiliazione subita), invia segnali d'allarme continui. Se non c'è un senso di sicurezza emotiva, il cervello limbico "sequestra" le risorse energetiche, impedendo loro di arrivare alla parte più evoluta.

​3. La Neocorteccia: La sede dello studio

​La neocorteccia, e in particolare la corteccia prefrontale, è dove avvengono i processi cognitivi superiori: logica, linguaggio, memoria di lavoro e apprendimento. È lo strumento che usi per studiare.

Il problema è che la neocorteccia è l'ultima parte a ricevere energia e la prima a venire "scollegata" in caso di allarme. Se i livelli inferiori (Rettiliano e Limbico) sono in stato di allerta, la neocorteccia non può funzionare correttamente. Ecco perché, sotto stress, sembra di leggere la stessa pagina dieci volte senza capire nulla.

​Conclusioni: Dalla regolazione alla cognizione

​Il blocco universitario è, di fatto, un blackout della neocorteccia causato da un'iper-attivazione delle aree cerebrali più antiche.

​Per questo motivo, nel mio studio non lavoriamo sulla forza di volontà. L'obiettivo clinico è regolare il sistema nervoso attraverso strumenti come l'EMDR e il lavoro somatico. Solo quando il corpo e il sistema limbico tornano a percepire un segnale di sicurezza, la neocorteccia può riattivarsi, permettendoti di tornare a studiare con efficacia.

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Caterina Borruso – Psicologo/a
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